PICCOLE STORIE SENZA ETICHETTA

Voto di condotta

Una volta in pagella ho trovato 8.5 in condotta; per la scuola in cui sono cresciuto peggio di 8.5 non si poteva fare (forse il mio eroe una volta prese 8, ma era un eroe appunto). Eravamo soltanto in 4, su una classe di 25 a riportare tale valutazione. Gli aItri voti invece erano tutti molto alti. Il Preside ci scherzava su, perchè ero “capoclasse” ed ero ritenuto studente che poteva dare l’esempio per le attività extra-didattiche e per lo studio costante (lo so che il fatto che me lo dica da solo non rende la cosa credibile).

Parentesi personale a parte, mi pare una cosa poco utile il reinserimento del voto di condotta. Quando il “forum delle associazioni studentesche maggiormente rappresentative” discuteva di questo argomento con la Commissione Bertagna, ricordo che la “opposizione” al voto di condotta metteva TUTTI d’accordo, anche Unione degli Studenti e Forza Italia! (a quel tavolo sedeva Giorgia Meloni, Francesco Vaccaro, Andrea Pastina, Ivana Bartoletti, Matteo Marchese…)Un motivo ci sarà stato , pensò Bertagna. Un motivo ci sarà stato, cara Gelmini.

Bowling alone

(…)Putnam argued that while Americans have become wealthier their sense of community has withered. (…) To demonstrate this decline, Putnam looked at the way American play 10-pin bowling, a sport with a big following in the United States. He found that although bowling has never been bigger, Americans are no longer competing against each other in the once-popular local leagues. Instead, they are - literally- bowling alone. Putnam argued that the decline of the community networks that once led Americans to bowl together represents a loss of social capital.

(da una recente pubblicazione OCSE che la mia pigrizia mi impone di non riportare)

Ansa che ci piace. Darfur:

DARFUR: CHIESTO L’ARRESTO PER AL BASHIR
BRUXELLES - Il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), Luis Moreno Ocampo, ha chiesto che la Camera della Corte chieda il mandato d’arresto per il presidente del Sudan Omar Hassan al Bashir per genocidio e crimini di guerra.
“Il procuratore Luis Moreno-Ocampo ha presentato oggi prove che dimostrano che il presidente del Sudan, Omar Hassan Al Bashir ha commesso i crimini di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra in Darfur”, informa una nota della Cpi. Le prove raccolte dal procuratore dimostrano che Al Bashir “ha diretto e applicato un piano per distruggere in modo sostanziale i gruppi Fur, Masalit e Zaghawa, sulla base della  loro etnia”, aggiunge la nota. “I suoi motivi erano largamente politici. Il suo alibi è stata l’insurrezione. Il suo intento é stato il genocidio”, ha detto Moreno-Ocampo, secondo il quale le “forze e gli agenti” che agivano sotto il controllo di Al Bashir hanno ucciso almeno 35 mila civili e causato la  morte di un numero di persone compreso tra 80.000 e 265.000 che sono state sradicate dalle loro case.

“Per cinque anni - è l’accusa lanciata dall’alto magistrato - le forze armate e la milizia Janjaweed, sotto gli ordini di Al Bashir, hanno attaccato e distrutto villaggi. Poi attaccavano i sopravvissuti nel deserto. Quelli che raggiungevano i campi erano soggetti a condizioni messe in atto in modo calcolato allo scopo di distruggerli”.

AL BASHIR HA PERSEGUITO GENOCIDIO
Il presidente del Sudan Omar Hassan Al Bashir “ha promosso e provveduto all’impunità dei suoi subordinati per attuare la sua volontà di commettere genocidio”, ha detto il procuratore

SUDAN NON RICONOSCE ALCUNA DECISIONE
Il Sudan non riconosce alcun decreto emesso dalla Corte Penale Internazionale (Cpi). Lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli esteri, Ali Al  Sadig, in riferimento alla richiesta di mandato d’arresto da parte del procuratore generale Louis Moreno Ocampo, contro il presidente del Sudan, Omar al Bashir.  “Per noi non esiste qualsiasi cosa venga dalla Cpi”, ha affermato Ali Al Sadig.

Chavez non commenta

Chavez, rimasto ai tempi adolescenziali del fascino del mitra del ribelle, è l’unico leader latino che non ha commentato la notizia della liberazione della Betancourt. 

la libertad gana siempre

Ieri sera ero a cena con un’amica quando giunge l’sms di Paola, un’amica colombiana che studia a Roma design industriale. L’sms recita “Hola! el gobierno colombiano hoy rescato a INgrid y a mas gente! Pao”. Quasi non ci credo e rimango un attimo sconnesso. Dopo qualche secondo, con un pizzico di emozione guardo la mia amica Rosa e sorridendo le dico che hanno liberato Ingrid Betancourt. Rosa mi guarda e con il suo impeccabile accento calabrese mi chiede chi fosse Ingrid. La stessa domanda che oggi milioni di italiani e centinaia di giornalisti si staranno facendo. Per poi domani essere grandi esperti di Colombia, di geopolitica latinoamericana e di tecniche di guerrilla…Dopo tre anni di letture sulla Colombia, sento questa gioia, sento davvero l’importanza storica di questo momento.

Ingrid, la persona che migliaia di colombiani sono corsi a guardare sulle televisioni di centri commerciali e bar a Bogotà per vedere se stesse bene dopo 6 anni e 4 mesi di prigionia nella selva. Ingrid, il cui volto è nelle metro parigine ed è stato sulla facciata del Campidoglio. Ingrid, candidata alle presidenziali colombiane del 2002 che ha commesso l’errore di farsi una passeggiata elettorale che le è costata cara. Ingrid, figlia di quella Yolanda Pulecio che ha sempre criticato duramente il presidente Alvaro Uribe, dentro e fuori i confini colombiani.

Oggi è un giorno di gioia per il popolo colombiano, che fa l’ennesimo passo importante verso la derrota finale delle FARC e verso la pace. Oggi è un giorno importante per una famiglia che riabbraccia parte del suo cuore. Anche se sono iniziate le strumentalizzazioni (Sarko in testa) , facciamolo rimanere il giorno della gioia.

Esami permettendo, spero di scrivere bene sul caso Ingrid. Oggi è il giorno delle conferenze stampa, delle lacrime e degli abbracci. Hoy es el dia donde se comparte la felicidad, como dije a mis amigos colombianos.

Common Future

Ricordo quando ero più piccolo, ero contrario al pc e alle consolle. Tutti i miei amici avevano il Nintendo e io , ad oggi, non ho mai fatto una partita alla Play Station. Oggi le cose sono cambiate, grazieadio, ma mi piace vedere un sottile filo conduttore fra le idee testarde (e infondate) di un adolescente e quelle di un 24enne che ha educato alla differenziata (in tempi non sospetti!) la sua famiglia. 

“Sustainable development is development that meets the needs of the present without compromising the ability of future generations to meet their own needs. It contains within it two key concepts: the concept of “needs”, in particular the essential needs of the world’s poor, to which overriding priority should be given; and the idea of limitation imposed by the state of technology and social organization on the environment’s ability to meet present and future needs” (dal Rapporto Brundtland, Our Common Future, presentato dalla World Commission on Environment and Development)

 

Per la libertà di espressione, contro gli estremismi

Roma, 2 giugno 2008

Egregio Rettore Egidi,

Come studenti e come cittadini sentiamo il dovere di manifestare la
nostra preoccupazione per le violenze che hanno avuto luogo a Roma in
questi giorni, dentro e fuori dalle università. Di fronte al clima di
tensione che si è generato vogliamo impegnarci affinché non prevalgano
il silenzio e l’indifferenza. Facendo tesoro della lezione liberale
che la Luiss Guido Carli ci ha impartito, abbiamo deciso di rispondere
alla violenza con il dialogo, sicuri che il confronto possa
internalizzare il conflitto e svolgerlo entro i confini della
dialettica democratica. Presupposto di tale confronto è la libera
circolazione delle informazioni e delle idee: da qui l’intenzione di
proiettare “Nazirock”, documentario sulla destra integralista oggetto
di diffide e intimidazioni da parte di Forza Nuova. Il punto di
partenza per aprire un dibattito permanente sugli estremismi, che non
hanno colore politico.

Tuttavia il suo rifiuto ci ha imposto il silenzio. Con il suo diniego
l’università perde l’occasione di contribuire al dibattito pubblico e
conferma la tendenza a chiudersi in se stessa. Al contrario, noi
condividiamo la preoccupazione del Presidente Napolitano «per il
crescere di fenomeni che negano i principi e i valori costituzionali»
e rispondiamo al suo appello affinché «cittadini e istituzioni
facciano la loro parte nell’interesse generale, per fermare ogni
rischio di regressione civile in questa nostra Italia».

Questa lettera aperta è il nostro ultimo tentativo per restituire
all’università il suo ruolo pubblico nella vita sociale, culturale e
politica del paese. Se mancherà tale assunzione di responsabilità, non
avremo altra scelta che proseguire il nostro percorso fuori
dall’università. L’estromissione del dibattito dalla sua sede naturale
aggraverebbe lo svilimento che investe l’istituzione universitaria e
negherebbe le dovute garanzie agli studenti.

Giulia Innocenzi (Rappresentante di Scienze Politiche del corso di
Laurea Magistrale)
Antonio De Napoli (Rappresentante degli studenti al Consiglio di
Amministrazione)
Paolo Pedà (Rappresentante di Giurisprudenza)
Marco Antognozzi (Rappresentante di Scienze Politiche del corso di
Laurea Triennale)
Daniele Macciocchi (Rappresentante di Economia del corso di Laurea Triennale)
Andrea Chiriatti (Rappresentante degli studenti allo Sport)
Antonio Vella (Rappresentante degli studenti allo Sport)
Studenti Coscioni per la Libertà di Ricerca
360° - Il giornale con l’università intorno
Il Frondista
ASP
ASG
ASE

sembra ieri

sembra ieri. la televisione annunciava uno di più grandi colpi inflitti allo Stato italiano. a distanza di 16 anni, lo slogan rimane “lo Stato siamo noi”. credo allo slogan, credo allo Stato. non so ancora per quanto, ma ci credo. l’unica cosa che chiedo a questo nostro Stato è di non lasciare la lotta alla criminalità organizzata ad un trentenne campano, a pochi giornalisti con le palle, a pochi registi controcorrente. perchè adesso mi sembra che stia succedendo questo.

una delle letture più forti che ho sperimentato è stato proprio il diario di Falcone. traspariva la perfetta consapevolezza che la mafia lo avrebbe ucciso, traspariva la perfetta consapevolezza che in alcune cose bisogna andare fino in fondo, anche a costo del bene più prezioso. in quelle righe ho colto la Grandezza di un Uomo.

che la politica italiana possa sempre essere all’altezza dell’esempio di Falcone, Borsellino e di tutte le donne e gli uomini che hanno servito lo Stato contro il male. e che Dio ci doni tanti Saviano. ne abbiamo davvero bisogno.

assenza ingiustificata

Quando non vado a qualche riunione avverto sempre in grande anticipo. E quando apro riunioni convocate dal sottoscritto, inizio sempre elencando le assenze giustificate. Coerentemente con questo stile di lavoro, riscrivo sul blog essendo consapevole che sono un pessimo blogger. Anzi, dirò di più, non mi sono mai ritenuto tale…Quindi questo post è per scusarmi con quei pochi (ma felici) lettori di questo spazio per la mia latitanza. Assenza ingiustificata, that s all.

Dopo mesi torno a scrivere. Eppure di cose ne sono successe. L’Italia ha votato, c’è un nuovo governo (su cui confesso di non essermi ancora fatto una idea precisa), i De Napoli sono stati risucchiati da una campagna elettorale per Jessica. Io penso a laurearmi, a capire cosa fare di una tesi all’estero. Ho conosciuto una persona speciale, è passato un anno dalle elezioni in LUISS, l’MSC cresce e cresce con sorrisi e passo veloce.

E tante ce ne sarebbero da raccontare.

Intanto in SudAfrica torna lo spettro dell’apartheid, al contrario, Schultz si leva un bel pò di sassolini dalle scarpe, Karina si consegna al governo colombiano. Il mondo corre, noi cerchiamo di stargli dietro. 

segnalo anche il blog di Rocco Cotroneo, americas.corriere.it

Anche se a Roma piove, guardate il cielo e sorridete.

 

Ora o mai più

COMUNICATO STAMPA - FORUM NAZIONALE DEI GIOVANI

“Ora o mai più’” urla a gran voce Cristian Carrara,
Portavoce del Forum Nazionale dei Giovani “di fronte ad una
situazione cosi’ confusa che dimostra lo stato di degrado a
cui e’ giunta la politica italiana. La speranza e’ che
almeno ora si lascino da parte gli interessi personali e di
partito e si pensi effettivamente al bene del paese, ma
soprattutto al bene di quei milioni di giovani che rischiano
di trovarsi sulle spalle le mancanze di una politica
incapace di pensare al futuro. Ora o mai più! Qualsiasi
siano le decisioni che si prenderanno l’obiettivo
prioritario sia quello di un rinnovamento della classe
dirigente. Non possiamo più permetterci un paese incapace
di rinnovarsi e di scommetere sul proprio futuro: i giovani.
Un paese incapace di fare questo è un paese destinato a
morire”.